Subalterno1
via Conte Rosso, 22 Milano

29 June – 20 July 2011
from 11.00 am to 7.00 pm
by appointment only

Curated by
Stefano Maffei

Works by
Antonio Aricò
Fabio Brotolani
Controprogetto
Andrea Damiani
Dorothy Gray
Emanuele Magini
Andrea Magnani
Playdesign Studio
Giorndano Pozzi

In collaboration with
Garagedesign

Garagedesign è un atelier di produzione e un on-line shop di oggetti di design inediti, da produrre in piccole quantità.

I fondatori di Garagedesign sono 4 professionisti accomunati dalla passione comune per il design: Paolo Braguzzi, manager d’azienda, Tommaso Guerriero, produttore di arredi su misura di alta qualità, Elisa Barbieri e Alessandro Molinari, creativi della comunicazione. Collabora con questa esperienza un network di collaboratori professionisti nel mondo del design come Guido Molinari (critico d’arte, docente Accademia di Belle Arti di Venezia, Isia di Faenza e collaboratore per la rivista Flash Art) e Germana De Michelis (architetto, docente in Naba) contribuiscono a selezionare i progetti più innovativi e ad avvicinare i giovani designer alla realtà di Garagedesign.

Atelier + workshop per designer emergenti e consum-attori
Testo di Stefano Maffei

Perché continuare a immaginare un solo design.
Fatto per una sola industria.
Il contemporaneo ci sta insegnando che il mondo è molto più complesso.
E’ un rizoma.
Fatto di nodi e connessioni.
Progettuali, produttive, distributive.
Fatto da designer che non sono solo designer.
Imprese che non sono proprio imprese.
Negozi che non sono più negozi.
Utenti che non sono più utenti.
Von Hippel parlava di users as innovators.
Chris Anderson parla di mercati a coda lunga.
Chesbrough parla di wikinomics.
Garagedesign propone una riconfigurazione del processo tradizionale del design italiano (già attaccato dai grandi maestri storici e da esperienze come il Radical design, da Alchimia, da Memphis) che parte dall’idea di lavorare come un enabler, mettendo in contatto “…chi crea progetti d’avanguardia con chi è alla ricerca di oggetti unici e speciali da acquistare…”.

Questa esperienza usa l’approccio seeking/solving che si traduce in un processo originale costituito da:
> la selezione che avviene attraverso un bando che seleziona designer/progetti costruendo un’operazione di talent scouting internazionale
> la materializzazione che nasce attraverso la produzione di un prototipo che viene realizzato utilizzando il network produttivo disperso nel territorio
> l’offerta che si realizza con la costruzione di una vetrina online (il webshop) che mostra i prototipi dei prodotti e ne raccoglie gli ordini d’acquisto
> la scelta-produzione che viene attivata una volta raggiunta la quantità minima richiesta per ottimizzare i costi produttivi (variabile da progetto a progetto)
> la delivery che chiude il ciclo consegnando il prodotto a domicilio.

L’idea è quella quindi di un processo partecipato. In cui funziona una logica on-demand.
Consum-attore.
Come Slow Food attraverso un coinvolgimento consapevole dell’utente finale.
Garagedesign si muove perciò “…fuori dalle logiche tradizionali della produzione seriale […] con la flessibilità e la libertà della lavorazione semi-artigianale per piccole produzioni…”. Riconfigurando il fare impresa in una logica di processo sostenibile che evita gli sprechi del modello di consumo push. E producendo una ecologia delle idee che contrasta il mercato di massa.
Non soggetti passivi.
Ma riarticolatori del quotidiamo artefattuale.

Come dicevano i Clash:
“…Back in the garage with my bullshit detector […]
People ringing up making offers for my life
But I just wanna stay in the garage all night
We’re a garage band
We come from Garageland…”.