Subalterno1
via Conte Rosso, 22 Milano

27 February – 1 March 2014
from 3.00 pm to 7.00 pm
free entrance

Curated by
Autoproduzioni Lab Reloaded
School of Design
Politecnico di Milano

Self-production by
M. Bergamaschi + M. Briccola · F. Digirolamo + G. Forti + M. Lo Bianco ·
A. Corlianò + F. P. Cosentino + V. D’Alessandro · P. Malvezzi +
A. Mambrini + L. Zengiaro · E. Margini + S. Stocco + I. M. Trautluft ·
M. Cavalleri + S. V. Richiuso · M. Monti + A. De Carvalho Pinto ·
C. Becatti + S. Giustozzi + M. Salvetti · F. Fregapane + M. Merciai +
G. T. Novoselets · A. Barbieri + S. Cosentino + G. Martinelli ·
K. Rogacheva · C. Ferrari + I. Vitali + M. Xu · L. Cipriani +
M. Poloni + S. Yan · R. Landriani + L. G. Mura + R. E. Shiterev ·
D. Oriani + J. De Notariis · V. De Sio + C. Guardavaccaro + F. Pizzi

Subalterno1, in collaborazione con Autoproduzioni Lab Reloaded, presenta Under Dogs, esposizione dei lavori svolti dagli studenti che hanno frequentato il Laboratorio di Sintesi Finale tenutosi presso la Scuola del Design del Politecnico di Milano (ottobre 2013 – febbraio 2014). Il corso, partendo da alcuni degli scenari emergenti sul fronte del progetto (autoproduzione, DIY, digital fabrication, fabbricazione avanzata, fabbing, critical design, crowdsourcing, ecc.) ha cercato di mettere a fuoco una visione critica socio-tecnica, in grado di abilitare gli studenti a sviluppare nuove competenze per affrontare un’esperienza progettuale inedita. La prospettiva è quella del designer-impresa, ovvero della produzione dell’intera sequenza delle attività che portano alla materializzazione dell’oggetto – dall’idea alla sua realizzazione concreta – comprendendo anche la parte di produzione-riproduzione (sia con tecniche tradizionali che di fabbricazione digitale avanzata) e la parte di vendita/commercializzazione.

Dalle aule al mercato
Testo di Stefano Maffei

Oh! Capitano, mio Capitano, il tremendo viaggio è compiuto,
La nostra nave ha rotto tutte le tempeste: abbiamo conseguito il premio desiderato.
Questo dovrebbe risuonare in ogni aula che davvero si rispetti.
Perché la gara vera non è quella che si gioca nell’aula scolastica.
In mezzo alla simulazione che confonde.
Essere liberi di confrontarsi con ciò che sì è. Una generazione in mezzo al mare. In mezzo a una tempesta che cambia tutto.
E la terra è lontana. Lontani i miti guida dei maestri.
Lontani i sogni delle aziende.
Solo un orizzonte complesso, che disorienta.
Una grande trasformazione delle idee, delle cose, delle vite che attraversa la vita di tutti. E che li lascia soli, in un’aula.
A guardarsi negli occhi e a cercare nuovi sogni. Tentativi di identità che si muovono nelle cose.
Tentativo di crescere.
Delicealizzare lo sguardo. Reimpadronirsi di se stessi.
Sperimentare.
Credere nelle proprie capacità.
Capire che non esiste più il designdiunavolta.
Ahh…quei pomeriggi alla media industria che non esistono più!!
Fare. Come degli alternativi.
Nella casa fuorisede. O con quelli per la prima volta veramente compagni.
Come degli underdogs. Alternativi. In silenzio.
Vedendo crescere le cose con fatica. Apprendendo a resistere.
A mettere insieme, quasi come dei bricoleur creativi,
dei tentativi ancora quick&dirt.
Per vedere poi piano piano il risultato materializzarsi.
Il futuro è una storia differente. Occorre re-inventarsela.
Le strade poco battute di oggi saranno la norma di domani.
Essere dei precursori.
Come una cellula segreta, annidata in un organismo grande e lento.
Veloci. Vedono già le idee trasformarsi in cose.
Le fabbricano. Letteralmente.
E le portano dalle aule al mercato.