Subalterno1
via Conte Rosso, 22 Milano

1 – 9 October 2016
2.30 to 7.00 pm
Free entrance

opening night
6 October 2016
6.00 to 8.00 pm
special guest: Stefano Micelli
New Craft  exhibition curator
for XXI Triennale

In collaboration with
NOAHguitARS

Guitars by
NOAHguitARS
Lorenzo Palmeri
Fabio Novembre

Projects by
Associato Misto
Massimiliano Adami
Francesco Bombardi
Fabio Bortolani
Carlo Contin
Antonio Cos
Lorenzo Damiani
Edizioni Pulcinoelefante
Epoca Sport
Andrea Gianni
Ilaria Innocenti
Giorgio Laboratore
Claudio Larcher
Marcello Ligabue
Stefano Ivan Scarascia
Tecnificio
Francesco Shyam Zonca
Paolo Ulian

New Craft logo is part of
XXI Triennale International Exhibition
La Triennale di Milano

Subalterno1 e NOAHguitARS sono due eccellenze milanesi ‘Made in Lambrate’ che hanno fatto parte della mostra New Craft curata da Stefano Micelli per la XXI Triennale.

In occasione della prima edizione di Design City Milano, entrambe le realtà si raccontano nello spazio della galleria di via Conte Rosso attraverso un’attenta selezione di progettisti italiani contemporanei, confermandosi come promotori attivi di un’innovazione che nasce dall’incontro dell’autoproduzione con la manifattura tradizionale e le tecnologie digitali.

Il 6 ottobre, al centro della settimana delle manifestazioni di Design City Milano, Subalterno1 – insieme a NOAHguitARS – propone un aperitivo alle ore 18.00 con i curatori e i progettisti che hanno collaborato negli anni con lo spazio di via Conte Rosso 22. Tra gli ospiti, Stefano Micelli in qualità di curatore della mostra New Craft per la XXI Triennale di Milano.

Subalterno1 incontra NOAHguitARS

Insieme ai progetti che negli anni hanno caratterizzato le mostre della galleria, tre chitarre in alluminio della collezione NOAHguitARS accolgono i visitatori. Il primo modello prodotto della casa – l’origine della specie – viene affiancato da due evoluzioni, frutto di fortunate convergenze con due importanti designer del panorama italiano, Lorenzo Palmeri e Fabio Novembre.

La mostra diventa anche l’occasione per raccontare a Lambrate i 5 anni di ricerca di Subalterno1. La galleria ripresenta al pubblico alcuni progetti di mostre passate che hanno contribuito a ridefinire il ruolo del designer nel panorama contemporaneo: Autoproduzioni Italiane (2011), Analogico Digitale (2012), Mondopasta (2014), Microfacts (2016).

Su una lunga piattaforma centrale, insieme alle chitarre di NOAHguitARS, viene esposta una selezione di oggetti che racconta l’esplorazione dei territori dell’autoproduzione italiana attraverso le opere di giovani designer e di affermati progettisti contemporanei: Associato Misto, Massimiliano Adami, Francesco Bombardi e Marcello Ligabue, Fabio Bortolani, Carlo Contin, Antonio Cos, Lorenzo Damiani, Edizioni Pulcinoelefante, Epoca Sport, Andrea Gianni, Ilaria Innocenti e Giorgio Laboratore, Claudio Larcher, Stefano Ivan Scarascia e Francesco Shyam Zonca, Tecnificio, Paolo Ulian.

Noah Aluminium Hardshell Guitars

L’idea Noah nasce alla metà degli anni ’90 quando Renato Ruatti accetta la sfida lanciata dall’amico musicista Gianni Melis e si fa coinvolgere in lunghe serate a guardare foto di tempi lontani e ad ascoltare vecchi dischi. Sarà la prima National vista imbracciata a Blind Boy Fuller in una foto sfuocata dell’epoca, con il suo timbro ruvido e potente e l’immagine di Muddy Waters, e della sua Telecaster con un suono ricco e pieno a dar vita alla prima intuizione che si concretizzerà poi negli strumenti Noah.

La progettazione della Noah Hardshell Guitar inizia nel 1993, con l’idea di un matrimonio fra due chitarre: la National Style “O” e la Fender Telecaster.
Una volta definita l’idea, è iniziata la sfida: mantenere il corpo di metallo con le sue possibilità sonore ed estetiche e ottenere una voce elettrica classica assieme a un design puro ed essenziale.

Il problema è quello di trovare il metallo giusto. Iniziano così le prove: l’ottone, il ferro… e finalmente l’alluminio. Una gestazione lunga, con numerosissimi disegni, progetti e tanta fatica. É il 1995, arriva Mauro Moia, tecnico che lavora da sempre con l’alluminio all’interno dell’Aermacchi, azienda che produce aerei. Conosce quel metallo e sa come si lavora. Ecco allora che la magia pian piano si trasforma in realtà. Viene affinato il processo di progettazione: ora, si disegna al CAD la cassa e si passa al CAM per il programma di fresatura a controllo numerico, mentre assemblaggio, pomoli e finiture sono completamente fatte a mano.

Passa un anno, è il 1996: finalmente esce il primo corpo, ricavato da una lastra di alluminio fresato senza saldature. Nasce il primo strumento, una chitarra che in Noah amano definire “meticcia” e con una bella voce in eredità. Quelli erano proprio i suoni e le sensazioni che in Noah avevano desiderato. Quella stessa sera lo strumento finisce su un palco. I fondatori esausti e “spettinati” la sentono suonare per la prima volta: è nata una chitarra vera.